3/9/2010
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Venere privata
30/05/2008

Venere privata
Giorgio Scerbanenco
Prima edizione 1966

Venere privata è il primo romanzo di Giorgio Scerbanenco ad avere come protagonista Duca Lamberti, il personaggio che ha poi dato la fama allo scrittore italiano di origine ucraina. Duca Lamberti è un ex medico che ha scontato tre anni di carcere per un reato di Eutanasia. Nell’ambito di un lavoro che un amico gli procura subito dopo l’uscita dal carcere, Duca inizia la sua carriera di investigatore privato sui generis. Quello che conta, in questo libro come negli altri della serie, non è la trama, ma l’atmosfera che vi si respira, cinica, spietata, cupa, nonostante il contesto dell’Italia del boom economico. E gli scacchi? Gli scacchi ci sono, compaiono brevemente, e rappresentano nel romanzo uno strumento che l’autore usa per permettere alcuni sviluppi della trama, ma anche uno dei pochi spazi che regala ai protagonisiti un po’ di ottimismo, di speranza.
Se volete leggere un libro in cui gli scacchi siano l’argomento centrale, rivolgetevi altrove. Se il genere vi piace, e magari non conoscete Scerbanenco, questo libro può essere un modo per iniziare.
Un dialogo: Ogni volta che si trova uno sfruttatore, bisogna schiacciarlo. Ma che vuoi schiacciare, tenerezza mia, più ne schiacci e più ce ne sono. E va bene, ma forse bisogna schiacciarli lo stesso.
Gli scacchi come speranza: “E per questo ricordo l’unica cosa decente un quell’indecente luogo era quell’astratto, geometrico oggetto con quei simbolici pezzi di legno.”
Gli scacchi come gioco sociale: “Proprio pochi giorni fa ho visto su Le Monde una bellissima partita dei tre cavalli.” “Non era pochi giorni fa era più di un mese fa, era quella di Neukirch di Lipsia per i bianchi, e di Zinn di Berlino per i Neri.” … “Ha in mente il finale? Il Nero aveva dovuto spostare il Re, allora il Bianco muove il Cavallo, minacciando matto con l’Alfiere, il nero è costretto a proteggersi con la Torre, ma allora il Bianco spinge in avanti il pedone e non c’è più niente da fare, alla prossima mossa è matto.” “Si, me lo ricordo benissimo”. … (Sul Megadatabase 2008 della Chessbase ci sono quattro Neukirch – Zinn ma nessuna con le caratteristiche narrate)


Nicola Vozza