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![]() 16/07/2008 La Regina Nefertari gioca... a cosa? Nefertari, vissuta all’incirca tra il 1295 e il 1255 b.c. era la moglie principale di Ramsete II, terzo monarca della XIX dinastia egizia. Nefertari morì nel 24° anno del regno di Ramsete, che rimase sconvolto da questo avvenimento. La tomba che venne costruita per leì è una delle più belle della “Valle delle regine”, e così ancora oggi i molti visitatori possono ammirare un dipinto che mostra la regina Nefertari che si appresta a muovere un pezzo in un gioco che può essere bello immaginare come un antesignano degli scacchi. In realtà, si tratta del “Senet”, e anche se le regole originali sono andate perdute, si tratta di un gioco di corsa, e quindi più che con gli scacchi imparentato con il moderno backgammon o con l’indiano pachisi e la sua derivazione occidentale, il ludo. Come in questi giochi, era presente un elemento di casualità, dato che veniva previsto l’utilizzo di un dado (o qualcosa di simile). Durante il “Nuovo Regno” il Senet era divenuto una specie di talismano e veniva spesso inserito con gli oggetti che dovevano accompagnare il “viaggio” dei defunti. Infatti, gli antichi egizi erano deterministi, e se un giocatore aveva successo a Senet, data la presenza della componente fortuna, egli doveva essere sotto la protezione di una qualche importante divinità: Ra, Thoth oppure Osiris. Alcuni importanti studiosi dei giochi come Timothy Kendall e R.C. Bell hanno proposto diversi insiemi di regole, che sono state anche adoperate per la commercializzazione del gioco. Qualche anno fa chi scrive, ispirato da un libro edito dall’UNICEF nel 1983, “I giochi del mondo” di Frederic Grunfeld, si cimentò nella costruzione della tavola di gioco e in una qualche rudimentale partita. Come si dice nelle introduzioni dei libri, gli errori sono miei, ma tutto il resto è da condividere con Ezio Perano e Antonio Viglino, che a breve distanza l'uno dall'altro mi hanno parlato di questo gioco. Nicola Vozza |
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