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![]() 22/08/2008 L'estate si sa, è un periodo in cui gli scacchisti si muovono in cerca di tornei. Nasce allora la necessità di una sistemazione, una stanza d'albergo, una casa in affitto, ... riflettendo su queste cose mi è tornato in mente un brano dello scrittore olandese Cees Nooteboom, dal libro "Hotel nomade": Quali persone, oltre a chi è in viaggio per piacere, popolano gli alberghi? Politici, funzionari, callgirls, scacchisti, commercianti, rappresentanti, musicisti, banchieri, giornalisti. L’elenco è molto incompleto, ma queste sono le categorie principali. Hanno in comune che, parliamo di nuovo in generale, a casa non sono soli e in albergo si. La soluzione è un giornale, un libro, l’alcol, incontri casuali o richiesti, oppure non c’è soluzione. Poi la memoria fa i suoi collegamenti, ed allora vi propongo anche un altro brano di Nooteboom, dal romanzo Il canto dell’essere e dell’apparire: Dopo un’ora non avevano più niente da dirsi. Sulla scacchiera della loro amicizia era stata fatta una mossa decisiva, e siccome nessuno dei l’aveva eseguita con intenzione, non ne capivano ancora appieno il signficato. Qualcosa era cambiato. Per farla semplice si potrebbe dire che s’era modificato qualcosa nel rapporto di forza tra i due uomini, che l’uno si mostrava più debole di quanto l’altro avesse supposto che fosse, questo però significherebbe che chi era il più forte ora doveva esserlo sempre stato, senza esserne consapevole. L'immagine è di *Louise** su Flickr Nicola Vozza |
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