3/9/2010
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Il nostro agente all'Avana
24/09/2008

Il nostro agente all'Avana
Graham Greene
Mondadori

“Il nostro agente all’Avana” è un divertimento, come lo stesso Graham Greene definiva alcuni suoi romanzi che non rientravano nella sua produzione principale, del 1958. Vi si racconta, con toni tra l’ironico e l’impegnato, di un mite rappresentante, Jim Wormold, che diventa una spia del Servizio Segreto britannico, e inventa tutta una serie di informazioni e una rete di collaboratori in realtà inesistente. La quarta di copertina della mia edizione Oscar Mondadori del giugno 1989 ci informa che “…La pericolosa avventura di Jim Wormold, che raggiunge il suo apice di comicità nella scena di una straordinaria partita a scacchi, …”. Beh, non è vero, si tratta di una partita di dama, che il protagonista gioca con il capitano Segura, suo avversario abituale. Durante una partita, ad un certo punto del romanzo vi è il seguente dialogo:
“A che cosa potrei servire io… o a che cosa potrebbe servire il dottor Hasselbacher… in una strategia globale? Un uomo che vende aspirapolvere. Un medico a riposo.”
“Vi sono pedine poco importanti in ogni gioco” disse il capitano Segura. “Come questa. Io la soffio e a lei non dispiace perderla. …”
Viene usato il termine “soffio”, cioè l’antica usanza di catturare una pedina o dama, che non abbia rispettato l’obbligo di cattura, l’equivalente damastico di iniziare una partita di scacchi spingendo due pedoni di un solo passo! Una scelta voluta da Greene, un suo errore, o del traduttore italiano?
Le cose si complicano ancora di più durante la partita che ha una importanza decisiva nei meccanismi della narrazione: Wormold vuole sottrarre un arma e dei documenti al capitano Segura, per cui decide di farlo ubriacare in una partita in cui bottigliette in miniatura di whisky e bourbon, che vanno bevuti ogni qual volta vengono catturate, sostituiscono le normali pedine.

“Scaltra idea, signor Wormold, Poichè io gioco meglio, bevo di più.”
“E poi io la raggiungo… e bevo quanto lei.”
“Credo che preferirei giocare con le solite pedine.”
“Teme di essere sconfitto, Segura? O forse non resiste all’alcool?”
“Resisto all’alcool quanto chiunque altro, ma a volte quando bevo vado in bestia. …”
“Lei gioca con il Bourbon. Il Bourbon è più forte del whisky scozzese. Sarò quindi io a trovarmi in condizioni di inferiorità.”
“Non è necessario. Giocherò io con il whisky scozzese.”

Durante le due partite giocate con questa modalità, i due giocatori continuano a “soffiarsi” le pedine, tantè che comincia a diventare lampante che il termine va semplicemente inteso come “mangiare”, o “catturare”. Spunta però un'altra difficoltà: nella dama è obbligatorio catturare, ma a causa degli effetti collaterali delle particolari pedine usate i due giocatori fanno uso di particolari strategie, e ad un certo punto “Wormold si rese conto del difetto fondamentale del suo piano: ad un abile giocatore è possibile battere l’avversario senza catturarne le pedine. Soffiò un’altra pedina di Segura e rimase in trappola. Venne a trovarsi nell’impossibiltà di muovere. Segura si asciugò il sudore dalla fronte. “Vede” disse “non può vincere””.

Ma in altre situazioni i giocatori sembrano indecisi tra il catturare una pedina e l’evitarlo tentando di rimanere sobri, così spesso ci sono frasi come questa: “Tentò di nuovo di farsi soffiare, ma Segura non volle accettare la mossa. Sembrava che Segura avesse capito come il suo autentico avversario non fosse Wormold, ma la propria testa. Mosse addirittura una pedina senza alcun vantaggio tattico e costrinse Wormold a soffiarla.”
Oppure come questa:
“Poi Wormold commise il suo cauto errore ed espose la dama. Per un attimo credette che Segura non se ne fosse accorto, poi pensò che Segura avrebbe deliberatamente evitato di approfittarne per non bere. Ma la tentazione di soffiare la dama era grande e al di là di quella mossa si profilava una vittoria schiacciante.”

Probabilmente Wormold non si limita a mettere i suoi pezzi in presa, ma gioca mosse che porterebbero le sue pedine a venire catturate dopo un gioco preciso dell’avversario. Consultare un edizione in lingua originale potrebbe aiutare. Ci torneremo su, per ora concludiamo con una pillola strategica dello stesso Greene: “… Nella dama, come tutti i giocatori sanno, esiste una linea immaginaria che attraversa diagonalmente la scacchiera da un angolo all’altro. È la linea di difesa. Chiunque riesca ad assicurarsene il controllo, assume l’iniziativa; quando la linea viene attraversata, l’attacco è incominciato."

Nicola Vozza