3/9/2010
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Leggermente fuori tema
13/11/2008

4 libri che parlano (anche) di biliardo

Quando abbiamo parlaro della ristampa del libro di Walter Tevis “Lo spaccone” lo abbiamo fatto impiegando lo spazio per lo più cercando di giustificare tale scelta.

Poi, una volta che si inizia, è difficile smettere. Qui, riconoscendo di essere leggermente fuori tema, invece di parlare di un libro alla volta, come faremmo solitamente, ne prendiamo 4 tutti insieme.

Iniziamo da “Il mio biliardo” di Mordecai Richler, pubblicato da Adelphi nel 2001.
Intanto precisiamo subito che qui il biliardo di cui si parla è lo “snooker” e che Mordecai Richler oltre che lo scrittore, per molti anni ha fatto anche il cronista sportivo ed in questo libro ha deciso di compiere quello che è un vero e proprio atto d’amore verso questo gioco: il grande scrittore canadese amava follemente il biliardo ed i suoi rituali, le sue statistiche, i suoi campioni, e qui le loro storie vengono mischiate con qualche nota autobiografica. Molti di quelli che hanno letto e amato “La versione di Barney” non hanno apprezzato questo libro, ma quasi sempre il problema stava in loro che spesso semplicemente si aspettavano un qualche sorta di nota a margine della vita di Barney: non fate lo stesso errore.

E comunque, Barney avrebbe certamente condiviso queste due citazioni contenute nel libro:

L’uomo è un animale che gioca. E che ha un insopprimibile bisogno di primeggiare
Charles Lamb

Una stecca non è diversa da una penna, un flauto traverso, o uno stiletto. Per imparare a padroneggiare tutti questi strumenti occorrono studio, perseveranza e una certa predisposizione naturale.
William Makepeace Thackeray


Come, non sapete cos’è “La versione di Barney”? ….

Passiamo a Tonino Benacquista, scrittore francese dalle chiare origini italiane. “Tre quadrati rossi su sfondo nero”, pubblicato in Italia nel 2007 da Ponte alle Grazie è la storia di Antonio, che lavora di giorno in una galleria d’arte ma la cui vera passione è il biliardo (la carambola, quella con tre palle e senza buche) fino a che un giorno un incidente ….
Bel libro, ma se non conoscete Benacquista forse vale la pena iniziare da “Malavita” o da “Qualcun altro”.

Dello stesso gioco si racconta in “Billard Blues” di Maxence Fermine, che raccoglie tre racconti brevi, che parlano di biliardo, poker, jazz. Le premesse sono ottime, il risultato finale a dir la verità, un po’ meno.

Per finire vi parliamo di Pietro Grossi e del suo “L’acchito” pubblicato nel 2007 da Sellerio. Qui il biliardo che si gioca è quello all’italiana, con i birilli. Dalle note al libro apprendiamo che "Dino ama due cose della sua vita: il biliardo e il suo lavoro, (ma noi aggiungeremmo sua moglie). Le eterne geometrie, tracciate dal colpo della palla sul panno verde e dai ciottoli con cui ogni giorno pavimenta la città, hanno per lui il conforto della cartesiana prevedibilità, della chiara razionalità." Finchè un giorno, il caso… arriva a cambiere le traiettorie. Ed il protagonista, ed il lettore con lui, arriverà a comprendere che la palla non torna mai esattamente nello stesso punto da cui è partita...Un libro molto bello, anche se non manca qualche ingenuità (la stecca indivisibile, il maestro che non partecipa mai ai tornei…).
Molto successo di pubblico e (soprattutto di critica) aveva avuto anche il precedente libro di Pietro Grossi, Pugni, costituito da tre racconti, di cui il primo ambientato nel mondo della boxe (e così intitolato). Quasi una dimostrazione di come certi temi siano strettamente (anche se a volte invisibilmente) collegati.


Nicola Vozza

n.vozza@turingduchamp.org