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![]() 20/12/2008 Harry Mulisch La scoperta del cielo Rizzoli 2002 (1992) Harry Mulisch è uno scrittore olandese, nato nel 1927 ad Haarlem ed autore di romanzi, racconti, saggi, teatro, riflessioni filosofiche. I suoi libri più famosi a livello internazionale sono probabilmente De Aanslag (L’assalto, 1986) da cui è stato tratto un film che ha vinto il Premio Oscar e il Premio Golden Globe come miglior film straniero e De ontdekking van de Hemel (La scoperta del cielo, 1992) che racconta di un viaggio mistico di andata e ritorno ta il cielo e la terra. E anche il racconto di una grande amicizia, ma tutti gli avvenimenti che coinvolgono i protagonisti sono in realtà dirette conseguenze, diciamo così, degli aspetti organizzativi di questo viaggio, il cui scopo è quello di riportare in paradiso l’oggetto che nel libro simboleggia il legame tra il cielo e la terra, cioè le tavole dei dieci comandamenti. Mulisch stesso ha dichiarato che questo è il suo lavoro più importante. In circa 900 pagine vengono inclusi tutti i principali temi dei suoli libri precedenti, cone la Seconda Guerra Mondiale, la Shoah, le rivolte studentesche degli anni Sessanta, il Giudaismo, la Filosofia e il Misticismo, il sesso. Non è un libro che parla di scacchi, anche se certo, in 900 pagine così ricche di richiami culturali, qualche citazione la si può trovare. A pagina 111 (ed. italiana) si può leggere: “Lo scrittore prendeva appunti ridendo ancora tra sé. Passando, Max lo senti dire al giocatore di scacchi che in futuro avrebbero ricordato questo periodo; ma il campione si chinò distrattamente su una scacchiera, forse provava una variante della prossima partita con Smyslov, a Palma di Maiorca.” A pagina 372: "Max tacque. Sul tavolo di fianco c’era una scacchiera con una partita interrotta; domani mattina sarebbe stata senza dubbio ripresa da due vecchietti che ora erano a letto e pensavano alla prossima mossa, uno scacco matto tremendo con l’alfiere e la regina, che avrebbero scagliato le loro linee di forza come strali mortali attraverso 666 caselle fino a colpire il re rivale. L’uomo sulla sedia a rotelle non si muoveva; aveva chinato la testa e si guardava le mani bianche, piegate in grembo. In un certo senso sembrava anche lui un re arroccato in attesa dello scacco matto." A pagina 743: “All’improvviso ebbe la sensazione che il mondo avesse cominciato una metamorfosi. Come doveva immaginarla? Stava forse avvicinandosi la fine della guerra fredda? Quel pensiero era naturalmente assurdo, a est come in occidente la corsa agli armamenti continuava imperterrita; ma gli sembrava di aver guardato il mondo come un giocatore di scacchi: a primo sguardo su una partita altrui vede immediatamente una possibile conclusione che ai due giocatori invece sfugge ancora.” Ed infine a pagina 799: “Per tutte quelle ore avevano discusso a intervalli sempre più lunghi cos’avrebbero dovuto fare tra breve, dove fuggire, ma secondo Quinten al momento opportuno ci sarebbero arrivati, e anche Onno alla fine aveva ammesso che era meglio smettere di parlarne, perché era come quando si gioca a scacchi: spesso pensi a lungo alla mossa giusta, salvo alla fine, quando la fai, e vedi subito che è sbagliata. Quella era la differenza fondamentale tra pensare e agire.” Ma soprattutto, parliamo di questo libro per far notare come Harry Mulisch fosse un grande amico del Grande Maestro e scrittore olandese Jan Hein Donner, tanto che dei due protagonisti del libro, Onno Quist riprende molti tratti biografici e caratteriali di Donner, mentre l’altro personaggio principale, Max Delius è ispirato allo stesso Mulisch. Secondo molti critici il libro si può vedere anche come un ricordo di Mulisch a Donner, che era morto alcuni anni prima della pubblicazione del libro. Quando Mulisch accettò che da questo libro fosse tratto un film (di Jeroen Krabbè, del 2001) lo fece a condizione che la parte di Onno Quist fosse interpretata dall’attore inglese Stephen Fry, la cui somiglianza con Donner è notevole. Ah, ci siamo tolti una curiosità, anche se nella citazione di pagina 111 lo scacchista citato non è Onno Quist, siamo andati a controllare, ed abbiamo scoperto che Smyslov e Donner hanno giocato dieci volte, con 5 vittorie di Smyslov e quattro patte. L’unica vittoria di Donner è del 1967, una Caro Kan con 4… Cd7 giocata a Palma di Maiorca… Nicola Vozza
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